Intertrigine neonatale: cosa sapere e come intervenire
L’intertrigine è un'infiammazione comune nelle pieghe cutanee dei neonati favorita da umidità, calore e sfregamento. Riconoscerla in tempo e adottare buone pratiche di igiene può prevenire fastidi e infezioni, proteggendo la pelle fragile del neonato: ecco come agire in mondo mirato.
Che cos’è l’intertrigine nei neonati
L’intertrigine è un’infiammazione della pelle che interessa le piccole pieghe cutanee dei neonati, aree dove la pelle tende ad aderire su sé stessa.
Proprio per questa conformazione, le aree più colpite sono collo, ascelle, inguine, solchi interglutei o pieghe dietro le orecchie, dove ristagnano più facilmente sudore, saliva o residui di latte.
Nei primi mesi di vita questo disturbo è piuttosto comune: la pelle del neonato, ancora immatura e più sottile rispetto a quella dell’adulto, è più sensibile agli sfregamenti e ai microtraumi quotidiani. A incidere è anche la fisiologica presenza di pieghe molto accentuate, tipiche del lattante, che creano un ambiente caldo-umido ideale per la macerazione cutanea e la proliferazione di microorganismi.
Quali sono le cause dell’intertrigine
L’intertrigine è particolarmente frequente nei neonati per la combinazione di diversi fattori che rendono la loro pelle più vulnerabile. Tra i principali:
- la presenza di pieghe molto accentuate, legate alla conformazione corporea e al tessuto adiposo tipici del lattante;
- il ristagno di umidità dovuto a sudore, saliva o poca traspirazione dei pannolini, condizioni che favoriscono la macerazione della pelle e la possibile comparsa di intertrigine;
- lo sfregamento costante dei lembi cutanei (ad esempio nei movimenti spontanei del neonato o nei cambi di posizione) che indebolisce la barriera cutanea e rende la pelle più vulnerabile a irritazioni.
Da questi tre fattori si comprende come l’estate - o più in generale, un clima caldo e umido - rappresenti un contesto ideale per lo sviluppo dell’intertrigine: l’aumento della temperatura e della sudorazione altera infatti il microambiente cutaneo rendendo la pelle più fragile, facilmente infiammabile e maggiormente esposta alla proliferazione di batteri e funghi.
Come riconoscere i sintomi e quando chiedere consiglio al pediatra
Riconoscere un’intertrigine nei suoi primi segnali è fondamentale per intervenire per tempo, evitando che degeneri in irritazioni croniche o infezioni.
Nelle fasi iniziali, la pelle nelle pieghe può apparire arrossata e lucida, come se stesse macerando, a causa del ristagno di sudore, saliva o umidità da pannolino.
I sintomi iniziali a cui prestare attenzione includono:
- segnali di fastidio o irritabilità del neonato, pianto quando viene toccata la zona interessata;
- disagio al cambio del pannolino o al contatto con tessuti;
- cute viscida o lucida, con possibile sensazione di “umidità”.
Se la condizione non viene trattata con attenzione, l’irritazione si complica, presentando nuovi sintomi come:
- pelle disidratata o desquamata,
- formazione di ragadi o fissurazioni dolorose;
- comparsa di vescicole, pustole o piccole ulcerazioni;
- possibile sovrainfezione da funghi o batteri, che compromette ulteriormente la barriera cutanea.
Alcuni sintomi possono essere confusi con altre dermatiti, irritazioni da pannolino o forme atopiche. È quindi importante osservare:
- la localizzazione precisa dell’arrossamento nelle pieghe cutanee;
- la presenza di umidità o segni di sfregamento;
- la risposta del bambino ai cambi e ai gesti di igiene.
Se l’arrossamento non migliora, se compaiono crosticine, secrezioni, cattivo odore o se il pianto del bambino diventa persistente, è consigliabile consultare un pediatra o dermatologo: in questi casi potrebbe essere necessario un trattamento specifico per infezioni o irritazioni più gravi.
Cosa fare per prevenire e trattare in modo efficace l’intertrigine
Per proteggere la pelle delicata del neonato e ridurre il rischio di intertrigine, è fondamentale seguire alcune semplici accortezze:
- Mantenere la pelle asciutta e ben areata: dopo ogni cambio del pannolino o il bagnetto, tamponare delicatamente le pieghe cutanee con un asciugamano morbido, evitando di strofinare; oppure lasciare che la pelle si asciughi all’aria per qualche minuto.
- Cambiare i pannolini regolarmente: idealmente ogni 2-3 ore, o non appena risultano bagnati o sporchi, per ridurre l’esposizione a urina, feci e umidità e limitare l’azione degli enzimi irritanti.
- Detersione delicata: utilizzare solo acqua tiepida o detergenti molto delicati specifici per neonati, evitando saponi aggressivi, profumati o con alcol, che potrebbero alterare la barriera cutanea e favorire arrossamenti.
- Asciugatura accurata: dopo la pulizia, tamponare delicatamente e, se possibile, lasciare la pelle all’aria per qualche minuto prima di indossare un nuovo pannolino.
- Momenti “a pelle libera”: lasciare il neonato senza pannolino per brevi periodi su un telo pulito in ambiente tiepido, favorendo la traspirazione e riducendo il rischio di macerazione e irritazione.
I consigli degli esperti Fiocchi di Riso
La scelta di preparati dermoaffini pensati per la pelle delicata del neonato rappresenta un passaggio fondamentale nella prevenzione e nel trattamento delle irritazioni delle pieghe cutanee. L’impiego di formulazioni a base di amidi naturali, con azione detergente, lenitiva e rinfrescante, favorisce il mantenimento della fisiologica funzionalità cutanea, contribuendo ad alleviare arrossamenti e stati infiammatori tipici della zona pannolino e delle aree soggette a sfregamento e umidità; in caso di cute stressata o compromessa, risultano utili preparazioni ad alto contenuto lipidico con acidi grassi essenziali, in grado di svolgere un’azione rigenerante ed equilibrante, sostenendo il processo di riparazione della barriera cutanea.
Allo stesso modo, detergenti formulati con ingredienti vegetali dermocompatibili e acido lattico naturale consentono una detersione delicata e frequente, rispettando le mucose e contribuendo al mantenimento di un pH acido protettivo, mentre l’uso di polveri assorbenti a base di amido di riso e mais aiuta a controllare l’eccesso di umidità, favorisce la traspirazione fisiologica e dona alla pelle una sensazione di comfort e freschezza.
In presenza di arrossamenti persistenti, lesioni, essudato, cattivo odore o segni di possibile infezione batterica o micotica, è sempre raccomandato rivolgersi al pediatra o al dermatologo per una valutazione clinica mirata.
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