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Aiuto, ho le ragadi. Niente paura la poppata è salva.

La sensazione è inconfondibile: un fastidioso e intenso bruciore al capezzolo. Si chiamano ragadi, e sono piccole ferite che compaiono durante l’allattamento e che nonostante sembrino sopportabili all’inizio, via via che il tempo passa possono allargarsi fino a sanguinare.

 

L’ideale sarebbe agire preventivamente, iniziando già durante la gravidanza a preparare la pelle del capezzolo e dell'areola mammaria, massaggiandola con un olio nutriente per ammorbidirla ed elasticizzarla.

Tuttavia, se le ragadi si presentano, sappi che ce ne sono di due tipi: a taglio netto, dovute principalmente a un modo scorretto del bambino di attaccarsi al seno (prende solo la punta del capezzolo, che viene così schiacciata e irritata); sfrangiate ovvero con tagli imprecisi che compaiono quando il capezzolo sfrega sopra il palato, per esempio a causa della forma del capezzolo stesso oppure per la forma della bocca del bambino che gli rende difficile attaccarsi, o ancora per uno scarso tono muscolare o per un frenulo troppo corto che impedisce al bambino di muovere bene la lingua per succhiare e deglutire in modo corretto (la cosiddetta deglutizione peristaltica a strappo).

Per alleviare il fastidio senza rinunciare ad allattare al seno (ricorda che è importante non solo per la salute del tuo bambino ma anche per la tua), consigliamo di usare un paracapezzolo in SilikonSeta, super morbido, alternare ovviamente i seni ad ogni poppata e nelle ore di riposo applicare su areola e capezzolo arrossati e tagliati sulle ragadi Clemulina S plus Fiocchi di Riso, una crema lenitiva e idratante a base di olio di Emu, colostro e aloe, che aiuta a rigenerare i tessuti.

Come per tutte le ferite, infine, è importante che prendano aria il più possibile.